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ATTIVITA' ESPOSITIVA VELAN CENTRO D'ARTE CONTEMPORANEA
VELAN centro d'arte contemporanea è nato nel 1993 con la finalità di promuovere l'arte contemporanea in Italia ed all'estero. Dapprima nell'imponente sede espositiva dell'Ex- Lanificio Bona, a Carignano (To), fino al trasferimento nei nuovi locali di Torino nel 2000, ha organizzato numerose mostre che investono le più diverse espressioni della più attuale ricerca artistica.
Fra le più importanti ricordiamo:
1993
| | ART IS LIFEs
| Carla ACCARDI, Dennis ADAMS, Edward ALLINGTON, Getulio ALVIANI, Carl ANDRE, Stephen ANTONAKOS, John ARMLEDER, Per BARCLAY, Ford BECKMAN, Domenico BIANCHI, Renata BOERO, Sandro CHIA, Riccardo CORDERO, Enzo CUCCHI, Lydia DONA, Piero DORAZIO, Chiara DYNYS, Suzanne ETKIN, Sylvie FLEURY, Alberto GARUTTI, Emilio ISGRO`, Shirley KANEDA, Alex KATZ, Mark KOSTABI, KRIKI, Annette LEMIEUX, Les LEVINE, Kim MAC CONNEL, Luigi MAINOLFI, Christian MARCLAY, Alessandro MENDINI, Pier Luigi MENEGHELLO, Vittorio MESSINA, Olivier MOSSET, Donna MOYLAN, Ugo NESPOLO, Mimmo PALADINO, David PALTERER, PANAMARENKO, Arnaldo POMODORO, Pier Luigi PUSOLE, Sergio RAGALZI, Giorgio RAMELLA, Patrick RAYNAUD, Alfredo ROMANO, David ROW, Kenny SCHARF, Ha SCHULT, Enrico T. DE PARIS, Costas TSOCLIS, Wainer VACCARI, Joost VAN HAAFTEN, Maurizio VETRUGNO, William WEGMAN, Lawrence WEINER
| 1994
| | Chiara DYNYS
| Chiara Dynys (Mantova, 1958), formatasi negli anni Ottanta, rifiuta qualsiasi concetto di stile e di scuola per esprimere liberamente la propria riflessione sul mondo contemporaneo, intervenendo attraverso il linguaggio dell'arte. All'inizio degli anni Ottanta le prime mostre personali. Inizialmente si dedica alla pittura figurativa, resa materica e cromatica dall'uso della sabbia, che velocemente si evolve in forme tridimensionali geometriche di ordine matematico. Si serve di diversi materiali − resine, cera, pigmenti, marmi, alabastro, seta, velluto, ceramica, cristallo − con i quali genera passaggi e mutazioni di luce e colore. Le sue creazioni sembrano in cerca di spazi da occupare. Formula allusioni segrete al linguaggio, ponendo al centro della riflessione intellettuale i rituali della società, seguendo le proprie intuizioni. Il progressivo aumento delle dimensioni delle installazioni dagli anni Novanta e l'importanza della luce, elemento indissolubilmente legato alla visione, trasformano la percezione dello spazio coinvolgendo emotivamente lo spettatore nella creazione artistica: il contatto con l'osservatore si fa fondamentale, tanto da trasformarlo spesso in attore proiettato nello spazio della creazione. Dice l'artista - Ho usato spesso la parola passaggio per parlare del mio lavoro. Infatti ciò che è comune a tutti i miei lavori è il senso dell'attraversamento-. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in importanti istituzioni culturali e musei, pubblici e privati.
| | LANmos_descAPES
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| 1995
| | BEL-GIO
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| | Konrad Lorenz's Duck
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| | VERSUS a cura di Marco Meneguzzo | Enrico T. DE PARIS, Pier Luigi MENEGHELLO, Ascanio RENDA, Maurizio VETRUGNO
| | USA/VdA
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| 1996
| | Città - Arte - Carcere
| workshop degli artisti Santo CINALLI, Pier Luigi MENEGHELLO, Fabrizio SIBONA, Eraldo TALIANO
| | Francia/Italia
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| | Modernità Progetto 2000
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| | VERSUS II a cura di Marisa Vescovo | ALET Thierry, Jim ANDERSON, AUDIBERT, BERTINETTI, BOLLA, Meghan BOODY, Frank BORST, BURY, CECCARELLI, FOLEY, JYLHA Pekka, Bartolomeo MIGLIORE, Petra MORENZI, Antonio RIELLO, Francesco SCIALO`, VEDOVAMAZZEI, Cesare VIEL
| 1997
| | BORDER frontiere per l'infinito
| Paolo BRENZINI, Riccardo CORDERO, Chiara DYNYS, KARPUSEELER, Pierluigi MENEGHELLO, Maurizio VETRUGNO
| | Generazione Ottanta: tra sperimentazione concettuale e poetica pittorica a cura di Tiziana Conti |
| | Pier Luigi MENEGHELLO/Linda POST
| Pier Luigi MENEGHELLO (Vicenza, 1952)/Linda POST (New York, USA)
| | VERSUS III
| Alain BALZAC, Betty BEE, Copy BERG, Tamara BIALECKA, Chakaia BOOKER, William COTTON, Joe DE HOYOS, David DIXON, Margret EICHER, Amy JENKIS, Larry KRONE, Paul LAMARRE, Yun Suk NAM, Peter SCHLOR
| 1998
| | Malgré tout... la pittura
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| | Miltos MANETAS
| Miltos Manetas (Atene, 1964) è un pittore e artista multimediale greco. Manetas ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Comincia la sua carriera in Italia, negli anni Ottanta con una personale presso la Galleria Fac-Simile. La sua compagna quel tempo fu Vanessa Beecroft quando anche lei esponeva con Fac Simile. Manetas e Beecroft sono poi partiti per gli Stati Uniti nel 1996 e si sono separati nel 1999, quanto Manetas è partito per Los Angeles. Come uno psicologo "post-contemporaneo", Manetas analizza nel suo lavoro il rapporto tra computer, videogiochi e umani. Una parte del lavoro è "classico" (pitture ad olio), l'altra è costituita da Neen e dai lavori in internet.
Tra le personali più importanti è la mostra "Dogs and Cables" alla Galleria Yvon Lambert nel 2005, "Neen" da Gagosian a New York nel 2000 , la sua mostra sui videogiochi alla Analix Gallery nel 1996 e alla Lux Gallery di Londra nel 1999, la mostra di pittura al Postmasters Gallery di New York nel 1998, le mostre sul computer presso la Galerie Philippe Rizzo di Parigi nel 1997 e da Raucci e Santamaria a Napoli nel 1995. Ha partecipato in molte collettive tra queste nel 2005 la III Bienal de Valencia e la II Prague Biennale, nel 2000 "Migrazioni. Premio per la giovane arte italiana" al Centro per le Arti Contemporanee di Roma, "Elysian Fields" al Centre Pompidou di Parigi, "Presumed Innocent" al CAPC di Bordeaux, "PICT" al Centro per l'Arte Contemporanea di Banff in Canada, "Il sentimento del 2000" alla Triennale di Milano. Precedentemente ricordiamo collettive al Museo d'Arte Contemporanea di Chicago, al P.S.1 e al Guggheneim di New York, alla Fondation Cartier di Cahors e al Palazzo Reale di Caserta, oltre che al Trevi Flash Art Museum di Trevi. Opere di Manetas si trovano in molti collezioni, tra queste Le Consortium, Dijon, Fonds National d'Art Contemporain (FNAC), Puteaux, Musée d'Art Moderne et Contemporain (MAMCS), Strasbourg in Francia Nel Trevi Flash Art Museum Of Contemporary Art, Trevi in Italia e la collezione di Dakis Joannou.
| | Franc PALAIA
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| | The Luminous Image III
| Martin LIEBSCHER, Shu Min LIN, Pier Luigi MENEGHELLO, Douglas PRINCE, Mario RIZZI, Ted VICTORIA
| | VERSUS IV
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| | Dennis OPPENHEIM
| Dennis Oppenheim (Electric City, Washington, USA, 1938), artista statunitense, si forma nella Scuola di Arti e Mestieri della California e nell'Universit? di Stanford. Alla fine degli anni Sessanta inizia una serie di opere influenzate dalla "land art" e col tempo incorpora anche presupposti della "body art" e della "performance". Nonostante la sua relazione con l'Arte ambientale, la sua opera possiede una dimensione vicina e combattiva che la distingue da quella di altri rappresentanti di questa tendenza come Smithson o Heizer, pi? preoccupati per gli aspetti epici e romantici. Il suo compromesso etico e politico si mette di rilievo in alcune delle sue azioni, come quella che lo port? a circondare di cani da guardia un museo, ostacolando l'entrata, o quella che gli fece seminare un raccolto che sapeva in anticipo che andava a risultare infruttuosa. Gi? alla fine degli anni settanta assale una serie di sculture ed oggetti simbolici nei quali riflette sul potere catartico dell'arte e la sua capacit? per l'illuminare male. Tra le sue esposizioni individuali possono sottolineare quella della Kunsthalle di Basilea (1979) o quella del Kunstbunker Tumulka, Monaco (1995). Partecip? alle edizioni V e VI della Documenta di Kassel. L?universo di Dennis Oppenheim, tra i massimi esponenti dell?arte contemporanea della seconda met? del XX secolo, che, insieme a Bruce Nauman, Robert Smithson, Michael Heizer, Vito Acconci, Robert Morris e Gunther Uecker, anima quella generazione di area americana che ha contribuito a rinnovare i linguaggi contemporanei. ? un artista concettuale noto per la sua attivit? nel campo della performance della Land Art e del video. Nel 1966 si trasferisce a New York dove realizza la sua prima mostra personale. Intorno agli anni Ottanta Oppenheim si dedica soprattutto alla realizzazione di grandi opere installative spesso nello spazio pubblico. Nel 1997 ha partecipato alla Biennale di Venezia.
| 1999
| | Andrea BUSTO/CUOGHI CORSELLO/Zwelethu MTHETHWA
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| | Dennis ADAMS
| Dennis Adams (Des Moines, Iowa 1948) is an American artist internationally recognized for his urban interventions and museum installations that reveal historical and political undercurrents in photography, cinema, public space and architecture. Over the last three decades, he has realized over fifty urban projects in cities worldwide from Antwerp to Zagreb. His work has been the subject of numerous one-person exhibitions in museums and galleries throughout North America and Europe.
Since 2001 Adams has been a Professor at the Cooper Union in New York City. From 1997-2001, he was the Director of the Visual Arts Program and Professor in the school of architecture at Massachusetts Institute of Technology. He has also taught at Parsons School of Design, New York; Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts, Paris; Rijksakademie van Beeldende Kunsten, Amsterdam; and the Akademie der Bildenden Künste, Munich.
His work is in many international collections, including the Museum of Modern Art, Whitney Museum of American Art, Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen, the Fotomuseum Winterthur, Fonds National d'Art Contemporain, Museum of Contemporary Art, Chicago, and the Walker Art Center
| | Les LEVINE
| Les Levine (Dublino, Irlanda, 1935), videoartista, frequenta la scuola d?arte a Londra e nel 1958 si trasferisce in Canada. Ora vive a New York. Ha lavorato nel design. In un secondo tempo ha lasciato il design perch? lo riteneva un mezzo inespressivo. Ha lavorato anche come disegnatore industriale ma ha capito che quella non era la sua strada. Negli anni sessanta inizi? a lavorare col video essendo affascianto dal portapaks uscito proprio in quel periodo. Les Levine fu uno dei primi artisti, insieme a Paik, ad aver accesso all?attrezzatura video a mezzo pollice (portapaks della sony) che divenne disponibile nel 1965 e con quello gir? ?BUM��?, uno dei primi video di strada. Secondo Francoise Parfait sarebbe stato Les Levine il primo a realizzare un?installazione a circuito chiuso utilizzando il d?collage temporel (Toronto, 1966), con un ritardo di trasmissione di circa cinque secondi. Le sue esposizioni individuali e non a partire dal 1964 includono: Museum of Modern Art di New York, Centre Pompidoud di Parigi, Museum am Ostwall di Dortmund, Kunsthaus di Zurigo, Lenbachhaus di Monaco, Whitney Museum of American Art di New York, Ludwig Museum Cologne, documenta 6 e documenta 8.
| | Noriaki MAEDA
| Noriaki Maeda (Tokyo, Giappone, 1961)
| | VERSUS V
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| 2000
| | VERSUS VI
| Tom BENDHEM, Ciro CIRRI, Flavio FAVELLI, Theo GALLINO, Maria KHEIRKHAH, Jeffrey KROLL, Robert PAN, Andrea ROSSETTI, Kumiko SHIMIZU, Marthine Pascale TAYOU
| | The eye of the storm
| Philippe BOUVERET, Vincenzo CABIATI, Anthony CARO, Riccardo CORDERO, Richard DEACON, Richard DI ROSA, Joel FISHER, Marco GASTINI, Susy GOMEZ, Nigel HALL, Phillip KING, Bryan KNEALE, LOVATO, David MACH, Noriaki MAEDA, Paolo MINOLI, Dennis OPPENHEIM, Robert PAN, Peter RANDALL - PAGE, William TUCKER, Bernar VENET
| | Not enough a cura di Victor De Circasia |
| | In the same space a cura di Victor De Circasia | Riccardo CORDERO, Phillip KING, Bernar VENET
| 2001
| | Antoni MUNTADAS - Portrait and Meetings
| Antoni Muntadas (Barcelona, Spain, 1942) is a multidisciplinary, media artist, sometimes also referred to as Antonio Muntadas or, simply, Muntadas. Since 1971, he lives and works in New York. Muntadas was a Research Fellow at the Center for Advanced Visual Studies at MIT,1977?1984, and is currently Visiting Professor with MIT Visual Arts Program. His work has been exhibited widely, including the Museum of Modern Art, the Venice Biennale, documenta 6 and documenta X.
In 1995, he was awarded an Ars Electronica Honorary Mention for his well-known work "The File Room". It is an early and ongoing Internet art project, started in 1994, consisting of an open database of cases of censorship. Another long-term work, "On Translation", deals with language and the notion of translation, interpretation and transcription.
| | Matthew McCASLIN - Light works
| Matthew McCaslin (Bay Shore, New York, USA, 1957) is an American artist living and working in Brooklyn, New York. His work deals with the intersection of nature and technology, combining everyday construction materials or consumer electronics in a way that may invoke chaos or disorder, or formalism and minimalism.
Matthew McCaslin received a Bachelor of Fine Arts from Parsons School of Design in New York in 1980. He is internationally known for his video and light sculptures. His distinct visual vocabulary, built from industrial materials, combines elegance and formality with roughness and spontaneity. McCaslin regularly includes televisions, clocks, light bulbs, fans, outlets, cables and plugs in his sculptures. Images, often of natural phenomena, presented on television monitors are seamlessly integrated. The use of these everyday objects reminds the viewer of his daily dependence on a technological support system. Inherent in McCaslin?s art is the question of functionality versus aesthetics. Referring to his work, McCaslin states ?these seemingly disparate pieces are a playful reflection on the objects we live with and environments we live in. By mixing materials, gesture, and locations, I hope to evoke feelings in the viewer of the world around them that are deeply rooted but can?t be simply placed.?
McCaslin has exhibited extensively in galleries and museums around the world, including New York, Los Angeles, Buenos Aires, and Paris, among other US and international cities. Most recently, the artist has had solo exhibitions in Paris, Cologne, Madrid and Nuremberg. McCaslin's work can be found at the Los Angeles Museum of Contemporary Art, the Walker Art Center in Minneapolis, Minneapolis, Minnesota, and the Museum Ludwig in Cologne, Germany, among many others. He currently lives in Brooklyn with photographer Amy Williams and son Lucas McCaslin.
| | VERSUS VII
| Paolo BOZZATO, Brandy EVE ALLEN, Tiziano FRATUS, Andrea GRAPPOLO Paolo LEONARDO, Hosoki YOSHINORI
| | Thierry ALET - The French Laughters
| Thierry Alet (Guadeloupe, 1965) received his graduate training at Martinique's Institut r?gional d?art visuel. Having acquired a considerable reputation both in France and in the Caribbean, he established a studio in New York during the mid-1990s and his work has since been commissioned and exhibited throughout the world. Starting with a pivotal speech from Steven Spielberg's 1997 slavery drama Amistad, Alet?s current installation employs painted canvases, mural, video and mixed media to provoke reflection on America?s transformation from a slave-holding society to a society presided over by a president of mixed-race. His boldly characteristic work, typified by tightly ranged rows of handwritten text, highlights issues of socio-cultural import while at the same time re-inscribing the embodied nature of textual communication.
| | Cecilie DAHL - Suckers
| Cecilie Dahl (Oslo, Norway, 1960) grew up in Oslo and vicinity, and Accra, Ghana. Dahl studied at Bournemouth and Poole College of Art, UK, and The Art Academy in Oslo, Norway. She had tenure at The K?nstlerhaus Bethanien in Berlin, DAAD, 1989-90. Her artist book, Perspective Berlin, pubilshed with her solo show in 1991, received a price at the Frankfurter Book fair, and was purchased by MoMA New York for their artist book collection. Dahl had several solo and group shows in Berlin before moving to New York where she had tenure at the P.S.1. International Studio Program, 1993-94 and at the ISCP, (International Studio and Curatorial Program), 2003-04. Malm? Konst Museum in Sweden has been collecting her work since 1990. Their most recent acquisitions are Dahl?s last video, and three photographs from her body of work: Clothes for a Summer Hotel. The Brooklyn Museum in NY has the largest collection of her work.
| | Cosimo DI LEO RICATTO - Suspended
| Cosimo Di Leo Ricatto (Catania, 1950) per anni ha vissuto fra Catania e New York ed ora vive ad Amsterdam, in Olanda. Allievo di Giovanni Migliara, ha frequentato nel 1968 la Scuola d'arte di Siracusa e poi, nel 1973, l'Accademia Belle Arti di Brera a Milano.
| 2002
| | Fabio PIAZZAI - See/Feel
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| | Nicholas HOWEY - New Paintings
| Nicholas Howey (Dubois, Pennsylvania, USA, 1948) graduated at University of Pittsburgh, USA. He traveled to Belgrade for first solo exhibition in 1982 at the American Center.
From 1982-83 he worked on the productions of Robert Whitman's performance works at the Dia Foundation. In 1986, Robert Rauschenberg curated an exhibition of his paintings at Edison Community College in Florida. His paintings appeared on two covers of the Italian art magazine Tema Celeste in 1991 (International Edition) and in 1992 (Italian Edition). At his first photography exhibition in 2000, Fred Schneider of the B-52's along with the composer Pat Irwin created a soundtrack to accompany the work.
| | Tiziano FRATUS - L'autunno per Eleni
| Tiziano Fratus (Bergamo, 1975), è poeta e scrittore
| | Theo GALLINO
| Theo Gallino (Poirino, TO, 1957) ha frequentato gli studi come grafico pubblicitario. Oltre alla pittura si dedica alla grafica passando dalla calcografia alla seriagrafia e litografia in particolare che esegue nel suo studio a Pessione (TO). Elemento costante ed al tempo medesimo "filo conduttore" della sua ricerca espressiva sono, da sempre, le problematiche relative al concetto di protezione di cui il pluriball è divenuto l'elemento simbolo seguendo una precisa e ponderata trasformazione nel corso degli anni. Il polietilene a bolle (pluriball) è stato da lui utilizzato, negli ultimi dieci anni, sfruttandone le molteplici potenzialità; partendo dalle prime tele fotosensibili per passare attraverso l'impiego del materiale medesimo fino ad approdare alle pittografie attuali il pluriball ha, infatti, costituito l'elemento fisico attraverso cui filtrare ed al tempo medesimo proteggere e mediare soggetti appartenenti alle più disparate realtà quotidiane.
| | VERSUS VIII
| Pippa BACCA, Marco CALLEA, Luciano GAGLIO, Irina NOVARESE, Alessandro QUARANTA, Stefania RICCI, Vittorio VALENTE
| | Pep AGUT - LAS CASAS DE ADAN La idea de hablar
| Pep Agut (Terrassa, Barcelona, Spain, 1961) studied at the Facultat de Belles Arts de Sant Jordi of the University of Barcelona (1979-84). Played the Games of the XXIII Olympiad in Los Angeles (1984). In 1988 he moved to Cologne (Germany) until 1991 when he was invited to Paris by the Fondation Cartier. Moved back to Barcelona in 1992. He lives in Terrassa. He has had solo and group exhibitions in large events such as the XLV Venice Biennale (1993), Prospekt (1996), the XI th Sidney Biennale (1998), Art Unlimited, Basel (2004) as well as in museums such as the Tel Aviv Museum of Contemporary Art (1993) or the MACBA, Museu d'Art Contemporani, Barcelona (2000) among others. He has coordinated and participated in seminars and conferences and has lectured at the University of Barcelona.
| | Nick WAPLINGTON - Learn how to die the easy way
| Nick Waplington (London, UK, 1965) is a British photographer who transforms mundane subjects into arresting images well-worth a double-take. His first book, Living Room (Aperture, 1991), featured an introduction by the legendary Richard Avedon and quickly propelled Waplington to icon status. He has since exhibited all over the world. But to us, Waplington is more like a family member -- he's been contributing to PAPER Magazine since our interns were in diapers. You can catch his off-the-cuff photographs of our charming, crumbling office in every issue. Needless to say, we've been admiring his work for a long time.
So we are thrilled about his new solo show at Roebling Hall: "Sit Up Straight, Eat from the Plate, Vegetables Meat, Pudding for a Treat." The exhibit contains works from Waplington's latest book, You Love Life (Trolley Books). We are equally pleased as peaches to present his photographs as part of PAPERMAG's Portfolio series (boy, that's a lot of Ps!). "I was on a holiday and I went to the beach early one morning for a walk, and found these people shagging on the rock," Waplington says, explaining to us the story behind one of the pieces. It's hard to resist a Brit who says the word "shagging," is it not?
| 2003
| | Swetlana HEGER - Playtime
| Swetlana Heger (Brno, Repubblica Ceca, 1968) vive e lavora a Berlino. Dagli anni ?90 lavora sul confine spesso labile tra arte e commercio, e sui processi di attribuzione e trasformazione di valore negli oggetti artistici. Nella serie Animal Farm (2007) rintraccia e ritrae numerose sculture di bronzo sparse nei parchi berlinesi, realizzate ? secondo la ricostruzione storica ripresa dall?artista ? dalla fusione della statua monumentale di Stalin che si ergeva sulla Karl-Marx-Allee, rimossa in seguito all?ufficializzazione del rapporto Chru?čev sui crimini del gerarca sovietico, nel 1961. Heger riflette sul fenomeno di rimozione dell?ideologia e sulle continue contaminazioni della storia, che lascia residui non solo politici ma anche fisici, oggetti di riciclaggio e di costruzioni mutevoli di significato.
Le sue opere sono state esposte al Cabaret Voltaire a Zurigo, al Neuer Berliner Kunstverein, al MAK di Vienna, al Centre National de la Photographie di Parigi.
| | Bernardo ROIG - LEIDY B. versión azogue
| Bernardi Roig (Palma de Mallorca, 1965). Dal 1988 presenta i suoi lavori in importanti mostre nazionali ed internazionali. Per le sue sculture Roig si serve di calchi che ottiene prendendo l'impronta di modelli umani con garze imbevute di gesso. In base al risultato cercato, sceglie poi di realizzarle o in resina poliuretanica, a volte mista a polvere di marmo, o in alluminio o bronzo interamente dipinti di bianco. Secondo Demetrio Paparoni "le opere di Roig hanno il loro nucleo centrale in una scultura dalle forti connotazioni realiste, interamente bianca ma formalmente definita nei dettagli, al punto da non essere del tutto estranea alla tradizione classica".
Una delle opere più significative ? e tema ricorrente dell?artista ? ? L?uomo della Luce (2007; bronzo, acciaio, tubi fluorescenti e luce), esposto a Milano nella piazza di fronte a Palazzo Isimbardi, sede degli uffici della Provincia. Questa scultura non ? statua (ossia statica), ma seconde le intenzioni dell?artista suggerisce movimento, leggerezza e instabilit?. Elemento predominante ? la luce.
| | VERSUS IX
| Elena BUSISI, Francesca LAZZARINI, Gianluca NIBBI, Guido PERSICO
| | MONGREL - Rehearsal of Memory
| MONGREL ? un gruppo londinese composto da Yokokoji Matsuko, Mervin Jarman, Pierre-Davis Richard e Harwood Graham. Mongrel ?, come essi stessi si definiscono, - un gruppo misto di gente, macchine e intelligenze che lavorano per celebrare la 'street culture' di Londra. Noi facciamo lavori socialmente impegnati, che vuol dire qualche volta fare arte, qualche volta software, qualche volta workshops?-
| 2004
| | John TREMBLAY
| John Tremblay (Boston, Massachusetts, USA, 1966) ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati, tra cui Kunsthalle di Basilea, FRAC Poitou-Charentes di Angoul?me, Francia, Sandra Gering Gallery di New York, Paula Cooper Gallery di New York. Nel 2000 ha partecipato ad Art Basel e, nel 2001, alla Biennale di Tirana. Vive e lavora a Brooklyn.
| | Danielle KWAAITAAL - Flo
| Danielle Kwaaitaal (Birth Bussum, Netherlands, 1964) graduated in photography at the Rietveld Academie in Amsterdam in 1991. Her work in the final examination did not go unnoticed and was followed in 1992 by her first solo exhibition, 'Bodyscapes', at what was then the Bloom Gallery in Amsterdam. With this series, Kwaaitaal introduced what was to many people still an unknown phenomenon: digitally manipulated photography.The photographic landscapes of the body, which she 'painted' using the paintbox computer, initiated a real revolution in the traditional art world. In this way, the computer became photography's ultimate means of wreaking vengeance on painting!
This pioneering spirit has proven to be a driving force behind Kwaaitaal's work. In 1994, she founded one of the first veejay collectives with the aim of bringing her video work to the attention of a younger public. Thanks to Kwaaitaal's efforts in the early nineties, veejaying is now a generally accepted art form. In recent years, the veejay podium has made way for the development of bigger, autonomous art and film productions (such as her successful underwater project FLO) in which she devotes a visual hymn of praise to the female body.
Despite Kwaaitaal's use of advanced computer techniques, her work is never cold or aloof; on the contrary, Kwaaitaal's work is characterised by exceptional tactility and an unmistakeable refinement. Her images emanate from the paradoxical; the important thing is to experience them, not to think about them.
Her art can also be viewed in public areas. She has created panels of life-size photos for the new urban district office in Bos and Lommer. Beyond the national and international sphere of art, Kwaaitaal is also gaining increasing recognition in the advertising industry. Major brands such as Nokia, Philips and Sanex have opted to work with her. In her work, Kwaaitaal zigzags through all the social and cultural strata of society and literally lays the world open to view.
| | David BAILEY/Carlo MOLINO
| David Bailey (Londra, 1938) ? un fotografo inglese. Impar? a fotografare da autodidatta, prima di prendere servizio nella RAF in Malesia nel 1957. Nel 1959 divenne assistente fotografo nello studio di John French prima di essere assunto come fotografo di moda per la rivista Vogue. Ha lavorato molto anche come freelance.
Insieme a Terence Donovan, ha catturato, ed in molti modi ha anche aiutato a creare la cosiddetta Swinging London degli anni sessanta: una cultura basata sull'alta moda e sulla sciccheria della notoriet?. Entrambi i fotografi frequentarono attori, musicisti e la famiglia reale, e si ritrovarono elevati al rango di celebrit?: furono i primi fotografi ad essere realmente famosi.
La scena della Swinging London fu prontamente riflessa in Box of Pin-Ups (1964): una scatola di stampe di celebrit? e personaggi mondani degli anni '60 tra cui Terence Stamp, i Beatles, e i famigerati delinquenti dell'East End, i Kray Twins (Gemelli Kray). La scatola fu una pubblicazione commerciale insolita e unica e rifletteva il cambiamento dello status di fotografo che si potesse vendere una collezione di stampe in questa maniera. La forte opposizione alla presenza dei gemelli Kray da parte di Lord Snowdon fu la ragione principale per cui non ci fu mai una edizione americana della scatola n? venne mai pubblicata una seconda edizione inglese. Nel 1966 fu realizzato il film Blow up di Michelangelo Antonioni. Argomento del film erano il lavoro e gli amori di un fotografo di moda londinese che era ampiamente basato su Bailey. Oltre che alla foto di moda Bailey si ? dedicato a copertine di dischi per musicisti come i Rolling Stones e Marianne Faithfull. Ha anche diretto molte pubblicit? televisive e documentari. Bailey si ? sposato quattro volte: nel 1960 con Rosemary Bramble, nel 1965 con l'attrice Catherine Deneuve (da cui divorzi? nel 1972), nel 1975 con la modella Marie Helvin e nel 1986 con l'attrice Catherine Dyer. Gli ? stato conferito l'Order of the British Empire nel 2001.
Carlo Molino (Torino, 1957) ? architetto e designer.
| | VERSUS X
| Andrea PAOLINI, Barbara CUCCHIARATI, Giovanna RICCA, Giovanni FIOCCARDI, Giuseppe CASTELLO, Junko IMADA, Simone CATANIA
| | Jo?l TETTAMANTI - QAQORTOQ
| Jo?l TETTAMANTI (Efok, Camerun, 1977) specializzato nella fotografia di architettura e di paesaggio, ha lavorato fino ad oggi in numerosi paesi europei, ma anche in Kuwait, Singapore, Seychelles e Groenlandia. Nei suoi lavori, la resa del dato reale si accompagna ad un?attenta ricerca sulla volumetria delle forme e sull?aspetto luministico.
Per questa mostra, Jo?l Tettamanti presenter? la serie QAQORTOQ. Qaqortoq ? una cittadina portuale che, pur avendo poche migliaia di abitanti, ? considerata il centro della Groenlandia meridionale. L?artista ne ha ritratto alcuni suggestivi particolari, in cui lo studio della luce e della plasticit? formale conferiscono alle immagini un aspetto quasi metafisico.
| | deLIGHTed opere luminose | Ian ANULL, Paolo BRENZINI, Ed HERMAN, John KALYMNIOS, Shu-Min LIN, Matthew McCASLIN, Irina NOVARESE, Franc PALAIA, Mario RIZZI, Vittorio VALENTE
| 2005
| | XXL TAGLIE FORTI
| Thierry ALET, Alain BALZAC, Alberto CASTELLI, Hilary DYMOND, Thorsten KIRCHOFF, Paolo LEONARDO, Joost VAN HAAFTEN, Maurizio VETRUGNO
| | Steve GIOVINCO - Ambient Life
| Steve Giovinco (Tarrytown, New York, USA, 1961) vive e lavora a New York. Tra le principali mostre personali: 2003: University of the Art (Philadelphia); 2002: Butler Institute of Art (Youngstow, Ohio); 2001: California Museum of Photography (Riverside, California); Fotogalerie Wien (Vienna, Austria); 1995: University of California (Berkeley Extension, San Francisco); 1994: Dru Arstark Gallery (New York).
| | PinkLoveBlackLove a cura di Karin Gavassa e Lorena Tadorni | Mara AGHEM, SWEETY, CIKITA Z.
| | VERSUS XI a cura di Lorena Tadorni | Felipe AGUILA, Elena BIRINGHELLI, Rita CASDIA, Fabio FRANCHINO, Francesca GAGLIARDI, Flaminia, MANTEGAZZA, Carina RANDLOV, Irene ROSSI, SOFTLY.KICKING, son:DA
| | Carlo BERNARDINI - Catalizzatori di Luce
| Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano; insegna Installazioni Multimediali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 1997 ha pubblicato il saggio teorico sulla ?Divisione dell?unit? visiva? edito da Stampa Alternativa. Ha vinto per 2 volte nel 2000 e nel 2005 il premio "Overseas Grantee" della Pollock Krasner Foundation di New York, e nel 2002 il premio Targetti Art Light Collection ?White Sculpture?. Opera con la fibra ottica dal 1996. L'attenzione di Carlo Bernardini ? rivolta al rapporto dialettico tra la linea e il monocromo, quali momenti diversificati della concezione raffigurativa spazio-luce. Il meticoloso percorso di astrazione ? una graduale ricerca sull'elemento della linea per conquistarne l'essenza, quasi un voler tracciare l'invisibile. La sua ricerca visiva s?incentra oggi sul concetto di trasformazione percettiva dello spazio attraverso opere tese fra dimensione scultorea ed installativa. Le installazioni ambientali, realizzate con fibre ottiche e superfici elettro-luminescenti creano uno spazio di luce architettonico mentale, incorporeo ma visibile, che cambia totalmente la funzione e la struttura dell?ambiente reale. La luce crea un disegno nello spazio, un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore, che si trova a vivere dentro l?opera.
| 2006
| | CIAO DA VANCOUVER. Portraits of a city a cura di Elspeth Sage | Jamie DOLINKO, Brian HOWELL, Henry TSANG, Paul WOMG, Sharyn A. YUEN
| | Suspensi?n voluntaria de la l?gica a cura di Or-Am | Enrique Rivera & Catalina Ossa | Felipe AGUILA, Marcelo ALISTE, Juan CESPEDES, Francisca GARCIA, Isabel GARCIA, Michelle LETELIER, Benjam?n MARAMBIO, Marcela MORAGA, Mario NAVARRO, Verena URRUTIA
| | ELASTIC Group of Artistic Research - Infrared a cura di Lorenzo Taiuti | Gli ELASTIC Group of Artistic Research lavorano con media digitali e si occupano di video installazioni site specific, public art e video performance che uniscono pensiero filosofico e logos tecnologico.
Sono stati invitati a numerose esposizioni internazionali in spazi pubblici e privati in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Francia, UK, Austria, Olanda, Polonia, Bulgaria, Turchia, Grecia, Brasile, Canada, Giappone, Cina, USA: la BAUHAUS , Festival Temps d'Images, La Biennale di Venezia, The Kitchen Center for Video & Performing Arts (New York) La Quadriennale di Roma, Museo de Bellas Artes de La Habana, The Spanish Institute (New York) Museum of Contemporary Art, Chicago. Hanno realizzato due videoinstallazioni commissionate da Julian Zugazagoitia, curatore del Guggenheim e Direttore di El Museo del Barrio di New York e sono autori del libro Moving Layers: Contextual Video in Art & Architecture per la Birkhauser Publishers.
Alexandro Ladaga e Silvia Manteiga, fondatori di Elastic Group of Artistic Research, danno vita a complessi elettronici, con soluzioni, ipotesi e motivi che si intrecciano, indissolubilmente, saldando generi e procedimenti.
La ricerca di ELASTIC appare in sintonia con la ricerca svolta da artisti delle ultime generazioni, i quali , come ? emerso da importanti rassegne (dall'Expo 02 tenutasi in Svizzera alla XI Documenta di Kassel, alle ultime edizioni delle Biennali di San Paolo, di Venezia, di Istanbul, di Berlino e della Quadriennale di Roma) vogliono portarsi oltre i consueti limiti, avvertendo il bisogno di aprirsi al confronto con il pubblico. Ladaga & Manteiga sviluppano queste intuizioni in public art, installazioni site specific e video, proponendosi di registrare i volti di un mondo in cui la telecamera ? concepita come uno specchio informatico, un Narciso alla fonte del nostro tempo.
| | Nicola DI CAPRIO - Nothing Personal
| Nicola Di Caprio (Caserta, 1963), vive e lavora a Milano. Diplomato all?Istituto d?Arte di San Leucio - Caserta, Di Caprio ha seguito corsi di Disegno, Pittura e Design of Advertising alla Central Connecticut State University di Bristol - Connecticut, USA. ? docente allo IED - Istituto Europeo di Design di Torino con il corso Musica e Immagini.
Di Caprio ? un artista visivo che indaga l?immaginario della musica, del cinema e della cultura pop in generale attraverso pitture, collage, installazioni, sculture, fotografie, performance. Parallelo e complementare al lavoro visivo, il suo impegno come musicista: ha fondato Superteste, un progetto musicale ? in cui suona la batteria - che si relaziona all?arte contemporanea, con un
suono che oscilla tra rumorismo, post-rock, jazz e avanguardia.
Ha pubblicato diversi libri e cataloghi. In particolare va segnalato il successo del libro/opera Second Skin (2005), con oltre 300 foto di gente comune fotografata mentre indossa una t-shirt con il musicista o il gruppo preferito. Nel 2008 ? stato tra i trenta finalisti del Sovereign European Art Prize segnalato da Michele Robecchi e selezionato su oltre 600 artisti invitati, con mostra e catalogo alla Somerset House di Londra. Ha esposto in mostre personali e collettive a Milano, Roma, Torino, Venezia, Bologna, Napoli, New York, Madrid, Londra, Parigi, Montreal.
| | Versus XII
| Diego CANATO, Luigi DELLATORRE, Stefano DALL'ARA, PORTAGE R.P., Andrej MUSSA, Steve PANARITI, Veronica PICELLI, Alessandro SCIARAFFA, Fernanda VERON
| | Willy DARKO/Mariano POYATOS/Sergio RAGALZI - Generazione
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| 2007
| | Pepe BEAS - 7 Puertas, un Sarabaita y 7 apotegmas
| Pepe Beas (C?rdoba, Argentina, 1955) ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati tra cui Museo Nacional De Cer?mica (Valencia), Bienal De Aveiro (Portogallo) ed ha partecipato a diverse fiere internazionali come Feria Mundial del Video-Art de Barcelona LOOP?00, Art-Miami, Feria Internacional Arco.
| | Manuel SARO - costruire-abitare-pensare
| Manuel Saro (Madrid, 1970) ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati. Principali mostre personali: 2006 ?Radiaciones?, galleria Max Estrella (Madrid), Artiscope, (Bruxelles), Galer?a 24B, (Oeiras Portogallo), 2004 ?El espacio personal? Galer?a Alfredo Vi?as (M?laga), 2001 Galer?a T 20, (Murcia).
| | Brigata ES - Wanderes a cura di Lorenzo Taiuti | Brigata ES ? il nome collettivo di un gruppo di artisti che opera a Napoli, nato nel 1992. Il nome collettivo Brigata ES nasce dall'idea di confondere razionalit? ed irrazionalit?, caos. Partendo dai presupposti di denuncia della spettacolarizzazione dell'evento estetico, la Brigata Es realizza una serie di interventi artistici che, esasperando forme, contenuti e modelli dello spettacolo generalizzato, finiscono per denunciare e mandare in corto circuito i modelli stessi del sistema.
L'attivit? espositiva del collettivo d'artisti si concentra, a partire dal 1997, in una serie di mostre personali presso varie gallerie italiane (Galleria Neon, Bologna, Placentia Arte, Piacenza, Care of, Cusano Milanino, Viafarini, Milano, Padiglione Arte Contemporanea di Ferrara), alle quali si affiancano varie collettive, come Aperto Italia '97 e Ironic presso il Trevi Flash Art Museum., la rassegna "Fuori Uso" a Pescara nel 1998, "Fuori dalle righe" presso la Galleria Continua di San Gimignano e "Il possibile dal punto zero", presso la Fondazione Ambrosetti di Brescia.
| | VERSUS XIII a cura di Francesca Referza | Mario BOSCHIS, Valentino DIEGO, Matteo FATO, Chiara GUARDUCCI, Paolo MEONI
| 2008
| | VIDEO DIA LOGHI 2007 il Festival di video d?arte e video d?artista |
| | Andrej MUSSA - X-Files a cura di Alessandro Trabucco |
| | Pietro FINELLI - Calpestare a cura di Alan Jones | Pietro Finelli (Montesarchio, BN, 1957) ? artista e curatore. Vive e lavora a Milano.
| | Bill BECKLEY
| Bill Beckley (Hamburg, Pennsylvania, USA, 1946) is associated with various recent art movements, such as STORY ART, CONCEPTUALISM and PHOTO- NARRATIVE ART. He uses large photographic images and text in a more accessible and amusing context than his conceptual counterparts who are more concerned with the philosophical use of language and image. Beckley has succeeded by making his personal iconography both interesting and mysterious. Bill Beckley's magic is in this dreamy maze of fact and fantasy. His inquiry into romanticism turn our senses to a higher sphere of thought and feeling. Beckley's artworks include a highly acute sensitivity that allows the viewer to penetrate and uncover the inverted sensual references, distortions and fallacies that are a synthesis and a barometer for our notions of romance. Using this magical osmosis, Beckley can charge these rather subtle pieces with an electric current of psychic energy. He can convey the whisper of a dream, a scrap of a letter, a recollection of an incomplete poem that vaporizes into the recesses of the senses. Art has always been a testing ground for new ideas and the most renowned artists have always been those who by resolving current contemporary visual problems successfully have developed new references in art.
Beckley understands art history and knows that all problems relating to space, color and form have been resolved. He has combined new and old vocabulary references to create an art form which is peculiarly his own. His work has the magnetic majesty that can split open the secrets of a suspended moment in time. One always comes away from a Beckley painting bewildered, enriched and a little wiser.
Bill Beckley's work has been included in the Whitney Museum of American Art 1979 Biennial, an invitational survey of the most important and provocative American paintings done over the past two years.
| | VERSUS XIV a cura di Francesca Referza | Simone BERGANTINI, Gianluca CAPOZZI, Barbara DEPONTI, Francesca DE RUBEIS, Piotr HANZELEWICZ, Antonio LA GROTTA, Jacopo MILIANI, Cristiana PALANDRI, Daniela PEREGO
| | CUOGHI CORSELLO - MOBILE CREDENZA
| Claudio Corsello (Bologna, 1964) e Monica Cuoghi (Sermide, MN, 1965), antesignani della street art italiana, si sono conosciuti all?Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1986 e due anni dopo, insieme ad Aldo Grazzi, hanno organizzato, nella sede storica di Neon, La regina degli U.F.O., che ancora oggi considerano una significativa mostra di cambiamento. Hanno iniziato a lavorare come Cuoghi Corsello dal 1989, compiendo incursioni e sperimentazioni in vari campi dai graffiti alla musica, dal video, alla luce e all?elettromeccanica. Dal 1994 al 2006 hanno occupato spazi industriali ed ex fabbriche dismesse dell?area bolognese, lavorando con pittura, scultura e installazioni. Nel 2009, con La quarta Parusia, Cuoghi Corsello sono ancora da Neon per una doppia personale tra Bologna e Milano. A Bologna hanno esposto DEGRADO, una scritta tridimensionale argentata che galleggiava nell?aria e Sono Un Filosofo, una divertente scultura luminosa gonfiabile, gi? proposta a Sassuolo nel 2008 per il Festival della Filosofia. L?opera ? uno storico personaggio di Cuoghi Corsello, SUF, ovvero SUF-ficiente, come l?obiettivo che si era prefissata Monica Cuoghi nel disegnare le lettere nella disciplina del wraiting. A Milano, invece, lo spazio ospitava Schifiocanoa, ?un?imbarcazione?, spiegano gli artisti, ?che accompagnava al regno dei morti con goduriosa paura come in giostra?. Sempre nel 2009 hanno realizzato Cadaveri squisiti, un progetto pensato espressamente per il MACRO di Roma. Si trattava di una installazione luminosa, visibile su una parete di 15 metri nel vano dell?ascensore del museo. ?Il titolo dell?installazione?, precisa Monica Cuoghi, ?deriva dal fatto che i personaggi si scambiano delle parti, da qui la definizione cadaveri squisiti, perch? il risultato si avvicina concettualmente a quel gioco e anche perch? sono bianchi, pallidi e tremolanti?. L?installazione riproduceva sei divertenti ed ironici personaggi appartenenti al repertorio iconografico del duo bolognese: Bello, Suf, Un Maiale, Quadrupede, Pea Brain e Petronilla, ma anche la tag dell?inizio degli anni Novanta di Cane Cotto: CK8 con la croce (pseudonimo di Claudio come writer) e la lettera P. che sta per Pea Brain (pseudonimo di Monica come critica e writer).
Definiti da Guido Molinari dei rabdomanti, Cuoghi Corsello catturano e traducono in base alla propria visione del mondo, energie e segni invisibili in veri e propri logotipi urbani. Anarchici rispetto al sistema dell?arte, per? estremamente in armonia sia con i ritmi della natura che con quelli metropolitani, Cuoghi Corsello sono capaci di atmosfere sospese, ma al tempo stesso sorprendono con opere giocosamente irriverenti e politicamente scorrette. In alcuni light box di Cuoghi Corsello (il primo, Bello, ? del 1989) la luce sembra accordarsi al ritmo naturale di un respiro, come in Anima del 1994, in cui passa silenziosamente dal rosa a bl?.
| | VIDEO DIA LOGHI 2008 il Festival di video d?arte e video d?artista |
| 2009
| | Fabrizio CORNELI - Per api e farfalle
| Fabrizio Corneli (Firenze, 1958) ha al suo attivo numerose mostre personali in tutto il mondo. In Giappone ha esposto al Tokyo Metropolitan Museum of Photography ed ha realizzato una grande installazione pubblica a Kobe; il Kunstverein Graftschaft Bentheim di Neunhaus in Germania gli ha dedicato nel 1993 una mostra antologica.
In Italia ha esposto presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, ha realizzato la scultura "Grande estruso" per il parco della collezione Gori presso Villa Celle (PT) ed un suo lavoro ? stato acquisito dalla Galleria d'Arte Moderna di Bologna. Nel 2000 ha realizzato nella zona archeologica del Circo Massimo a Roma la prima installazione luminosa ambientale "Twinlights" e nello stesso anno ha realizzato l'installazione permanente "SAinT" nell'abside della chiesa romanica di Sant'Andrea in Tontoli a Prato. Dal 2002 collabora con la galleria Studio Trisorio di Napoli.
| | Teatri possibili a cura di Andrea Busto | Lida ABDUL, Marina ABRAMOVIC, Jennifer ALLORA & Guillermo CALZADILLA, Elina BROTHERUS, Regine Jos? GALINDO, Patrizia GUERRESI MAIMOUNA, William KENTRIDGE, Annika LARSSON, MASBEDO, Adrian PACI, Santiago SIERRA, Bill VIOLA, Tim WHITE-SOBIESKI, Artur ZMIJEWSKI
| | Carlo BERNARDINI - Codice spaziale
| Carlo BERNARDINI (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano; insegna Installazioni Multimediali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 1997 ha pubblicato il saggio teorico sulla ?Divisione dell?unit? visiva? edito da Stampa Alternativa. Ha vinto per 2 volte nel 2000 e nel 2005 il premio "Overseas Grantee" della Pollock Krasner Foundation di New York, e nel 2002 il premio Targetti Art Light Collection ?White Sculpture?. Opera con la fibra ottica dal 1996. L'attenzione di Carlo Bernardini ? rivolta al rapporto dialettico tra la linea e il monocromo, quali momenti diversificati della concezione raffigurativa spazio-luce. Il meticoloso percorso di astrazione ? una graduale ricerca sull'elemento della linea per conquistarne l'essenza, quasi un voler tracciare l'invisibile. La sua ricerca visiva s?incentra oggi sul concetto di trasformazione percettiva dello spazio attraverso opere tese fra dimensione scultorea ed installativa. Le installazioni ambientali, realizzate con fibre ottiche e superfici elettro-luminescenti creano uno spazio di luce architettonico mentale, incorporeo ma visibile, che cambia totalmente la funzione e la struttura dell?ambiente reale. La luce crea un disegno nello spazio, un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore, che si trova a vivere dentro l?opera.
| | LABORATORIO SACCARDI - Il primo giorno di felicit a cura di Laura Barreca | LABORATORIO SACCARDI ? composto da: Marco Barone (Palermo,1978), Giuseppe Borgia (Palermo, 1978) Vincenzo Profeta (Palermo, 1977) Tothi Folisi (Sant?Agata Militello, (ME), 1979).Tutti gli artisti vivono e lavorano a Palermo.
Tra le mostre personali segnaliamo: 2007 Donna/Woman, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo; 2006 Ionico,Ionico, Ionico, Spazio A.K.A., Roma; Ok Computer, Galerie Van Gelder, Amsterdam, Olanda; Collezione primavera/estate 2006, Galleria Boxart, Verona; La candida, Zelleartecontemporanea, Palermo; La Biennale di Venezia, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano; 2004 L?occasione fa l?uomo ladro, Nifca Institute, Helsinki; B.O.T.O.L.A., Facolt? d?ingegneria idraulica, Palermo, Obnubilante, Area contemporanea, Palermo; 2003 Tributo a Pier Antonio Caffi, Assocazione Culturale Litania, Palermo; Laboratorio Saccardi remix, Galleria Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo; Gaetano Cavallaio, Chiosco dei Decollati, Palermo; 2002 Bubu, Associazione Culturale Ferro e Fuoco, Palermo; Frozen, Monreale.
| | VERSUS XV a cura di Lorenzo Taiuti | Simone CATANIA in collaborazione con Agnese RICCHI, Marco CALLEA, Antonio FALBO, Luca GARINO, MOTOR, Irina NOVARESE, Gabriele OTTINO, Alessandro QUARANTA
| | Nelio SONEGO - Rettangolareverticale
| Nelio Sonego (Sion, Svizzera, 1955) si ? diplomato all?Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova. Nei suoi primi due anni di attivit? d?artista (1978-1980) traccia linee a matita con la squadra apparentando i suoi ?Strutturali? a porzioni di progetti architettonici, a cui seguono, nella prima met? degli anni ?80, le forme chiuse dei ?Rettangoli Verticali?. Tra il 1986 e il 1989 il fulcro del suo lavoro ? la figura del triangolo, delineato per? con pennellate a mano libera, che rompono l?impersonalit? della forma geometrica e si dispongono liberamente nello spazio, i ?Triangoli?. Il percorso dell?artista muove evidentemente verso una liberazione gestuale del segno, che si attua nella fase successiva, detta degli ?Angoarcoli?.
Frammenti delle precedenti figure geometriche sono ora tracciati con una pennellata veloce, ritmica, che imprime sulla tela la forza concentrata del gesto. L?energia del segno ? evidenziata dall?uso quasi esclusivo del bianco e del nero.
Nel 1990 stringe un rapporto non solo umano e professionale ma anche di sintonia poetica con Carlo Invernizzi e nel 1996 firma con lui e i pittori Gianni Asdrubali e Bruno Querci il Manifesto ?Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans?.
Nel 1997 partecipa alla mostra ?Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans? presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia, la Galleria Nothburga di Innsbruck e il Museo Rabalderhaus di Schwaz, mostra che nel 1999 viene riproposta dai Musei Civici di Villa Manzoni a Lecco unitamente all?Assessorato alla Cultura del Comune di Lecco.
Nel 2003 infine una nuova svolta, gli ?Orizzontaliverticali?: ritorna il rettangolo, ma non pi? che una suggestione della fase iniziale, rivisitata da un segno morbido, fumoso, ottenuto con la vernice a spruzzo.
Recentemente ha tenuto, tra le altre, mostre personali alla galleria A arte Studio Invernizzi di Milano, alla Fondazione Ado Furlan di Pordenone, alla Galleria Civica Rigo a Novigrad-Cittanova in Croazia e alla Meandar Gallery di Zagabria.
Nel 2007 ? stato invitato insieme all?artista Michel Verjux a realizzare una serie di interventi presso Villa Pisani Bonetti, progettata da Andrea Palladio a Bagnolo di Lonigo. Nel 2008 ? stata pubblicata una monografia, a cura di Claudio Cerritelli, che ripercorre l?iter creativo dell?artista.
| | VIDEO DIA LOGHI 2009 il Festival di video d?arte e video d?artista |
| 2010
| | XXL 2 TAGLIE FORTI Till GERHARD, Paolo LEONARDO, Nicky HOBERMAN | Till Gerhard ? nato a Amburgo, Germania. Ha studiato al Muthesius Hochschule fur Kunst und Gestaltung, Kiel (1992-93) e la Hochschule fur Angewandte Wissenschaften, FB Gestaltung professor Dieter Glasmacher, Amburgo (1993-98). Ha esposto in mostre tra cui Ohne uns man hatte Beton a SKAMraum, Amburgo, Nerdism a Zeughaus, Amburgo e Ein Tag, Ein Raum, Ein Bild a Sebastien Fath Contemporary a Mannheim. Gerhard ha esposto al San Francisco Museum of Moder Art , Arndt & Partner a Zurigo e Stellan Holm Gallery di New York.
Paolo Leonardo, nato a Torino nel 1973, vive a Torino. Tra le personali, ricordiamo quelle alla Galleria Alessandro Bagnai nel 2000 e 2005, quella con Mimmo Rotella alla Sala delle Colonne di Mantova nel 2001. Tra le collettive: ?Superfici Sconnesse?, a cura di Lisa Parola, a Palazzo Barolo Torino (2008); ?Art & Love 5: senza scrupoli? a Villa Capriglio, Torino (2008); ?Something happened?, curata da Lorand Hegyi alla Slovak National Gallery di Bratislava (2006); ?Clip?it? alla Fondazione Sandretto di Torino (2005) e la Quadriennale di Roma (2003).
Nicky Hoberman ? nata a Citt? del Capo, Sud Africa nel 1967. Ha un Master in Storia Moderna all'Universit? di Oxford, un BFA da Parsons e un MA presso la Chelsea School of Art. Vive e lavora a Londra. ? stata selezionata per il 1996 New Contemporaries presso la Tate Liverpool e inclusa nel Saatchi's New Neurotic Realists. E 'stata in tre mostre collettive al MoCA di Chicago, MoCA Sydney, Melbourne, National Gallery of Victoria e Magasin, Stoccolma. Ha avuto tre mostre personali a Feigen Contemporary, New York.
| | FIAT LUX!
| Ennio BERTRAND, Sergio CASCAVILLA, Steven CLAYDON, Fabrizio CORNELI, Matthew McCASLIN, Nelio SONEGO, VEDOVAMAZZEI
| | Davide BERTOCCHI/T-yong CHUNG - Spacecraft Attitude a cura di Francesca Referza | Davide Bertocchi (Modena, 1969) recalls making his first ball-like sculptures out of asbestos from his father?s workshop when only 5 years old. Those sculptures no longer exist but round tautological forms have become a recurrent element in his work.
From 1988 through 1993, he studied at the Academy of Fine Arts in Bologna under Alberto Garutti. Garutti?s teaching had a major influence on the development of his future work.
Recent solo and group exhibitions include: 2009 - Exhaust, Pandora's Sound Box, Performa 09 at WhiteBox, New York; Petaflops (solo show) at N.O. Gallery, Milan; "divide" Bertocchi, (solo show) at Base - Progetti Per l'Arte, Florence; No(t)Music at Fort du Bruissin (Focus -10th Lyon Biennale), Lyon; 2008 - Focus on Contemporary Italian Art at MAMbo, Bologna; 2007 - La Tentation de l'Espace at Espace Louis Vuitton, Paris; Promenade au Zoo, 9th Lyon Biennial of Contemporary Art, Lyon; Stardust ou la derni?re fronti?re at MAC/VAL - Vitry-sur-Seine; 2006 - SintLukas Gallery, Brussels; 2005 - Radiodays, Exhibition On The Air at De Appel, Amsterdam; Top100 (solo show) at Palais de Tokyo, Paris; 2003 - solo show at Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles; Prague Biennale 1, Prague; One Planet Under A Groove at The Bronx Museum of the Arts, New York and Walker Art Center, Minneapolis.
T-yong CHUNG (Tae-Gu, Corea del Sud, 1978). Lives and works between Milan and Venice. Recent solo show include:
2011 T-yong Chung, OTTOZOO gallery, Milan
2010 I was.., MARS Milano artist run space, Milan
| | VERSUS XVI a cura di Alessandro Trabucco | Francesca ARRI, Carmine Mauro DAPRILE, Giovanna FEOLA, Marco PORTA, Michael ROTONDI
| | Annika LARSSON - Drunk a cura di Francesca Referza | Annika Larsson (Stoccolma, 1972), che lavora principalmente con il video, ? una delle artiste pi? significative della Svezia. Il suo lavoro ? stato presentato in mostre personali presso musei come Le Magasin, Grenoble, Kunsthalle N?rnberg, Museum f?r Gegenwartskunst, Basel, Sala Montcada - Fundacion La Caixa, Barcellona, ICA, Londra e prefisso Institute of Contemporary Art, Toronto, Canada.
Presentato per la prima volta in Italia, presso il Velan Center di Torino, DRUNK ? gi? stato mostrato da Tape a Berlino, al Grimm Museum di Berlino, a Oberhausen Filmfestival, Cinemateket a Stoccolma e, in autunno, sar? presentato al Tensta Konsthall, all? Exnergasse Kunsthalle di Vienna e presso il KW Institute for Contemporary Art di Berlino.
| | VIDEO DIA LOGHI 2010 il Festival di video d?arte e video d?artista |
| 2011
| | Loris CECCHINI/Sabrina TORELLI - Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma a cura di Francesca Referza | Il lavoro di Loris Cecchini (Milano, 1969) si caratterizza per l?uso di materiali come resine poliuretaniche, PETG, PTFE, pellicole prismatiche, PVC, polistirene e polietilene, polibicarbonati trasparenti, perspex et similia. Utilizzando, accanto a media pi? tradizionali come il disegno, l?inchiostro o la tempera, l?acciaio o l?alluminio, nuovi materiali di grande versatilit? plastica, Cecchini arriva a configurare una nuova estetica della fluidit? che pervade la realt? in modo capillare e al tempo stesso naturale, come per effetto di una metamorfosi estetico ? funzionale che colpisce tutto lentamente, ma inesorabilmente. La scultura, nella versione formulata da Cecchini si piega, si alleggerisce, si dilata, si espande, diventa fluida appunto, per fondersi con la natura, l?architettura o con lo spazio intorno.
L?interesse di Sabrina Torelli (Reggio Emila, 1966) ? rivolto agli aspetti performativi e di interazione tra la mente, il corpo e l'ambiente, attraverso l'utilizzo di un?ampia variet? di mezzi e di strumenti espressivi. La ricerca dell?artista si muove in zone liminari, raccogliendo elementi di minima percezione sensoriale, attraverso interventi che creano nuovi punti di osservazione. Da sempre il filo conduttore di molte sue opere ? stato il legame tra scienza e antropologia. Oggi l?artista osserva la scienza sacra e l?alchimia, i lenti processi che sottendono l?elevazione di coscienza dell?essere umano, attraverso i flussi dei moti dell?anima, per rimettere in gioco la riconnessione dell?uomo allo spirito. In un?epoca in cui in primo piano vi ? la tecnologia, per l'artista lo spazio che rimane alla spiritualit? ? ridotto al minimo. L?artista a proposito del suo lavoro ha precisato - I temi della mia ricerca riguardano la definizione dei confini, di quei territori di frontiera che si spostano di continuo come sabbie mobili. [...] Mi interessano gli incroci, le connessioni di tutti quei rapporti tra le emozioni e le paure da cui germinano sistemi ibridi di relazioni con l?altro da s?. Alla fine il mio lavoro ? come un grande tessuto, una messa insieme di conoscenza, una mappa di rapporti tra il dentro e il fuori dell'uomo. Mi interessa individuare i punti di intersezione: come le cose germinano una dall'altra e quali sono le loro invisibili relazioni?-
| | Crispin GURHOLT - Il vernissage dei simulacri a cura di Lorenzo Taiuti | Crispin Gurholt (Oslo, 1965) is one of Norway?s most prolific and interesting contemporary artists. Gurholt studied at the Norwegian National Academy of Fine Art and at the New York University/Film School SCE. With a background in the film industry?he works as a film and music video director in addition to his artistic practice?Gurholt works with professional specialists in relevant fields, including models, lighting technicians, stylists and special-effects technicians. He has found a method that mixes our understanding of the film medium, the photograph, and relational art?s involvement with the public, with symbolism and formal composition borrowed from classical painting. All the main phases of Crispin Gurholt?s highly personal style are retraced here from the first tableaux vivant to his last video production, concert performances, and live photo site-specific installation. The monograph is also the catalogue of a 2010 exhibition at the Stenersen Museum in Oslo.
| | Piero LERDA - Geometrie del caos. Opere dal 1955 al 1968
| Piero LERDA (Caraglio, CN, 1927) fin dall'inizio della sua ricerca, affianca pittura e disegno, delineando cos? quelli che rimarranno i tratti distintivi della sua produzione: l'importanza del segno, e il suo rapporto inscindibile con la luce.
| | Ramon ROIG - Sebastian Beijing
| Ramon Roig (Orpesa del Mar, Castell?, Spain, 1963) graduated in Fine Art at Facultat de Belles Arts Sant Jordi (Universitat de Barcelona). He lives and works in Barcelona and Vinar?s (Spain) and Beijing (China).
| | Frammenti di un discorso artistico
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| | Frammenti di un discorso artistico
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| | VERSUS XVII a cura di Francesca Referza | Cristian CHIRONI, Danilo CORREALE, Giacomo DE VITO, Giovanni OBERTI, Paride PETREI, Luca RESTA
| | Maja BAJEVIC - Karaoke a cura di Francesca Referza | Maja Bajevic (Sarajevo, 1967), artista franco/bosniaca, è una delle figure più significative che provengono dall'Europa dell'Est. Ha conseguito il Master presso l'Ecole National des Beaux-Arts a Parigi. Al momento vive e lavora a Berlino. Ha realizzato mostre personali in diversi musei europei tra cui: To be Continued (2011) presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, Import / Export, Kunsthaus Glarus, Glarus (2009), Fondazione Bevilacqua la Masa a cura di Angela Vettese a Venezia (2008), National Gallery di Sarajevo (2006), Moderna Museet in Stockholm (2005), MoMA PS1 in New York (2004), plug. in Basel (2002) ed ha partecipato ad importanti biennali internazionali tra cui Documenta 12 a Kassel (2007), 50th Biennale di Venezia (2003), Istanbul Biennial (2001), Manifesta 3 a Lubiana (2000).
Maja Bajevic ha insegnato nei corsi post laurea dell'Ecole des Beaux-Arts di Lyon (2000/2001), allo IUAV di Venezia (2004/2005; 2005/2006; 2006/2007; 2007/2008) e alla Bauhaus University di Weimar (2009/2010).
| | VIDEO DIA LOGHI 2011 il Festival di video d'arte e video d'artista |
| 2012
| | Maurizio Ceccato è morto. Un incontro relativo a cura di Marco Enrico Giacomelli
| Maurizio Ceccato (Roma, 1970) è graphic designer, illustratore ed art director tra i migliori del panorama nazionale ed internazionale. Dice di se in una sua breve autobiografia. ?Ho partecipato alla Grande Estrazione Occidentale del 1970... e sono uscito con il numero 14 di aprile. Ho imparato a leggere, scrivere e disegnare con i fumetti. A diciott?anni inchiostro pornosaghe, strisce per bambini, cartoni per la pubblicit?, manga all?amatriciana. Vestito da illustratore, graphic designer e art director collaboro con diverse case editrici e periodici nazionali ed esteri [il manifesto, Avvenimenti, l?Espresso, Lettere, Fazi Editore, Arcana, Ponte alle Grazie, Lain, Hacca, l'Unit?, Payot & Rivages, El torcer nombre, Belio magazine, Drome magazine, Teatro di Roma, Elliot edizioni]. Nel 2007 nasce IFIX srl, societ? di project design. Fondatore e spacciatore di ?B comics? fucilate a strisce, virus a fumetti di intrattenimento radicale. Editore della rivista-libro WATT - senza alternativa?.
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